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Idda Intrerrios il villaggio nuragico di Tonara

Indirizzo Vico di Viale della Regione, 1, 08039 Tonara NU, Italia

Idda Intrerrios.

Il villaggio tra i fiumi.

C'era una volta un villaggio abbandonato e silente nell'antro di un folto bosco di leccete contorte. Stava sul crinale scosceso di un monte, incassato nel fondovalle, incastrato tra due fiumi che gli cingevano i fianchi. Gli sagomavano i contorni, i rivi, e preservavano la sua storia. Abbandonato e silente, coperto di muschi e licheni, bombardato da pietre saccheggiate e rotolate via, da tronchi sbilenchi e da liane attorcigliate. Le capanne non erano tutte uguali: s'intravvedeva il fondo di esse, alcune più grandi, altre da contorno, alcune addossate alle rocce naturali del terreno o faticosamente ricavate nella rapidità del pendio.Si sentivano sciami ronzare ischissuras, roteare, e il gorgogliare dei due rivoli d'acqua che ai piedi del crinale univano il proprio corso. Paese tra i fiumi...lo chiamavano gli antichi..." Idda intrerrios". 

Gli antichi abitatori di Tonara avevano una splendida conoscenza del territorio e delle sue risorse. Un baluardo d'acque che ti ripara dette la vita e fece sorgere e crescere le capanne per l'esistenza di questa vetusta comunità..

Il villaggio prenuragico e nuragico di Iddaintrerrios sorse nel fondovalle del territrorio tonarese, forse intorno al 1500 aC nella forra valliva di Trochesilalà, che da Ilalà conduceva a Trocheri. 

Utilizzato in epoca prenuragica, nuragica, preromana romana e medievale, considerata la stratificazione delle capanne circolari coperte di muschio oggi ivi presenti, se ne contano circa 40; fu coevo con gli altri insediamenti preromani e le mansio tonaresi di Trocheri Gonnalè e di Monte Corte. Non fu realizzata la torre nuragica di controllo all'abitato, poichè l'avamposto era sicuro, preservato su di un baluardo di uno sperone roccioso di scisto filladico e protetto a destra dal corso del Rio Pitzirimasa e a ovest da quello del corso del Rio Bauerì immissari del fiume Isca, afflunete maggiore mediano gennargentino del reticolo idrografico del Tirso, i quali  confluendo ai piedi del villaggio ne garantivano ricchezza stabilità e sicurezza da ambo le parti.

Non è mai stata effettuata una campagna di scavi archeologici sul sito seria e stratificata, il quale risulta comunque censito, anche se lo stesso è stato più volte oggetto di campagne di recupero di materiale.

A cura di Massimiliano Rosa